Ore 8.15: Sveglio ormai da più di un'ora, mi rendo conto che un filtro sottilissimo fatto di amarezza e sconforto è stato inserito tra il cristallino e la fovea di entrambi i miei occhi. Ho fatto una cosa che non dovevo. Mi sono fermato. E ho scoperto che oltre al rispetto c'è un altro valore a cui faccio riferimento costante: la coerenza.Ore 11.14: Di ritorno. Il filtro è svanito. O meglio, è mutato. Ora è una patina che avvolge uno degli organi vitali che generalmente si trovano in formato singolo al centro del petto. Avvolge e piano piano stringe, sempre di più, come in una morsa. Ma, perchè da buon essere umano pensante quale sono mi permetto di mettere in dubbio l'inevitabilità di ciò che mi accade, c'è una possibilità che non sia fatale. In questo caso entrano in gioco due fattori di tutto rispetto: la volontà, amica e nemica di sempre, e il tempo, l'ineluttabile scorrere dei secondi. Secondi, e non primi, sia ben chiaro, non montiamoci la testa. D'altra parte, certe pretese sembrano così spesso fuori luogo e il gradino intermedio del podio concede già una discreta soddisfazione. Tutto in funzione della capacità più fine e allo stesso tempo più istintiva di estrapolare la realtà dal sogno. Quando chiudi gli occhi o guardi negli occhi (a conti fatti non cambia nulla) è davvero tutto perfetto. E queste cose ti segnano. Se li riapri e ti rendi conto di essere lanciato ad un'incommensurabile quantità di kilometri all'ora verso un muro di adamantio (uso questo materiale perchè ho visto il trailer di Wolverine qualche giorno fa), la volta dopo magari di tanto in tanto dai una sbirciatina per evitare di sfracellarti le ossa di nuovo. Il filo che divide l'incoscienza dalla caparbietà e in certi casi il successo dal fallimento è talmente sottile che riuscire a seguirlo ti fa impazzire. E siccome la follia mi contraddistingue ma solo entro un limite ragionevole, nel mio futuro vedo alcune possibilità profilarsi. E se mi conosco abbastanza bene, lascio spazio alle rose e ai fiori solo entro un certo punto... al di là del quale c'è il simpatico muro di cui sopra che mi aspetta inamovibile.
Mentre ero sotto la doccia, prima ancora delle 8.15, mi è venuta in mente una canzone di Elio e mi ha fatto ridere. La parte di testo che mi è balzata nella memoria era questa:
Lui: Cara ti amo.
Lei: Mi sento confusa.
Lui: Cara ti amo!
Lei: Voglio stare un po' da sola.
Lui: Cara ti amo!
Lei: Esco da una storia di tre anni con un tipo.
Lui: Cara ti amo!
Lei: Non mi voglio sentire legata.
Lui: Cara ti amo!
Lei: Mi sento confusa.
Lui: Cara ti amo!
Lei: Voglio stare un po' da sola.
Lui: Cara ti amo!
Lei: Esco da una storia di tre anni con un tipo.
Lui: Cara ti amo!
Lei: Non mi voglio sentire legata.
Lui: Cara ti amo!
Geniale. Con questo non voglio dire niente, comunque. Come con tutto il resto. Sono solo parole.
Mi ero fermato alle prospettive per il futuro. Mi piace la retorica. Ma ripetermi sempre uguale a me stesso no. Anche Einstein diceva che è follia pretendere che procedendo sempre allo stesso modo si possano ottenere risultati diversi. E se anche questa volta lasciassi un discorso a metà forse non otterrei gratificazione. E se anche questa volta rimanessi ancorato ai modi di prendere decisioni che ho sempre utilizzato, forse andrebbe come è sempre andata. Alzi la mano chi non ha capito. E ora alzi la mano chi in quel "come è sempre andata" vede qualcosa di positivo.
Settimana scorsa parlavo della corsa, ora ho aggiunto il dettaglio della velocità fuori scala. C'è una componente del tenere qualcuno per mano che è assolutamente azzeccata e questa similitudine mi aiuta a chiarirmi anche con me stesso. Come i bambini, quando li porti a fare le passeggiate in montagna. A me capitava sempre con mio papà. Per un po' mi teneva per mano, poi cominciavo a rugnare, dire che ero stanco, mi facevo trascinare. Non era il massimo. Al che mi prendeva in braccio e faceva fatica per due. Morale? La morale è una domanda. Cosa succede quando ci si stanca?
Volevo aggiungere qualcosa qui. Ma forse sto esagerando.
Ore 17.07: Finito. Ora è solo questione di assemblare e scrivere. Forse quello che vorrei lasciare tra queste righe lo andrò a destinare in altro modo. La festa si avvicina, con essa una sensazione malinconica a cui non sono più abituato. Rivivo. E questo mi fa un male terribile. Mi cresce dentro ora come la Maschera Bianca nel corpo di Tora (e che mi scusino per aver spoilerato).
Occhi.
Chiusi.
Ore 18.07: Basta.
Mi ero fermato alle prospettive per il futuro. Mi piace la retorica. Ma ripetermi sempre uguale a me stesso no. Anche Einstein diceva che è follia pretendere che procedendo sempre allo stesso modo si possano ottenere risultati diversi. E se anche questa volta lasciassi un discorso a metà forse non otterrei gratificazione. E se anche questa volta rimanessi ancorato ai modi di prendere decisioni che ho sempre utilizzato, forse andrebbe come è sempre andata. Alzi la mano chi non ha capito. E ora alzi la mano chi in quel "come è sempre andata" vede qualcosa di positivo.
Settimana scorsa parlavo della corsa, ora ho aggiunto il dettaglio della velocità fuori scala. C'è una componente del tenere qualcuno per mano che è assolutamente azzeccata e questa similitudine mi aiuta a chiarirmi anche con me stesso. Come i bambini, quando li porti a fare le passeggiate in montagna. A me capitava sempre con mio papà. Per un po' mi teneva per mano, poi cominciavo a rugnare, dire che ero stanco, mi facevo trascinare. Non era il massimo. Al che mi prendeva in braccio e faceva fatica per due. Morale? La morale è una domanda. Cosa succede quando ci si stanca?
Volevo aggiungere qualcosa qui. Ma forse sto esagerando.
Ore 17.07: Finito. Ora è solo questione di assemblare e scrivere. Forse quello che vorrei lasciare tra queste righe lo andrò a destinare in altro modo. La festa si avvicina, con essa una sensazione malinconica a cui non sono più abituato. Rivivo. E questo mi fa un male terribile. Mi cresce dentro ora come la Maschera Bianca nel corpo di Tora (e che mi scusino per aver spoilerato).
Occhi.
Chiusi.
Ore 18.07: Basta.
1 comments:
ehi meno male che ha una finestra sul mondo! (Buon Natale..) e buon 2009!
Baci
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